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Sarajevo, che sorpresa!

Per chi come noi era a scuola durante gli anni della guerra dei Balcani, è difficile non associare il nome di questo eclettico luogo con guerra, morte e atrocità, per questo lo sbalordimento è notevole quando ci troviamo immersi in una città che brulica di vita e divertimento.

Arrivare a Sarajevo

Raggiungerla non è semplice, non ci sono voli diretti frequenti e diffusi come per altre capitali; noi ci siamo arrivati in auto, dopo aver percorso la Croazia in lungo e in largo, e, più ci avvicinavamo alla Bosnia, più il viaggio si faceva interessante.

moschee sulla strada per Sarajevo

Innanzitutto, Sarajevo ci ha colti di sorpresa, pur sapendo dove stavamo andando, la presenza di costruzioni musulmane come minareti e cimiteri dai pali bianchi immersi in una natura del tutto europea. In qualche modo siamo abituati ad immaginare queste strutture circondate da chilometri di sabbia o sferzati dal vento del medio-oriente… niente affatto, qui sono alberi verdi e tetti a punta a fare loro da cornice.

Arrivando in auto, si percorre quello che è tristemente noto come Viale dei Cecchini. Il traffico è paragonabile a quello di una capitale moderna e, nonostante ci si sia dati da fare per rendere il viale piacevole con aiuole e rotonde, i segni della guerra sono ancora evidenti. 

Entrare nel centro della città in auto ad agosto è un delirio!!! La città è infatti schiacciata a fondo valle e circondata da verdi colline scoscese, tale conformazione la rende sovraffollata e caotica in modo frastornante ma al contempo divertente! Non è decisamente quello che ci si aspetta dopo aver visto Zagabria e Lubiana, ma, forse proprio per questo disordinato e caotico impulso vitale, ci cattura e ci piace subito!

Sarajevo: una bella sorpresa

La cintura di verdi colline che incorniciano la città sembrano proteggerla dal resto del mondo e, insieme al placido scorrere del fiume e le fogge di molteplici stili diversi degli edifici, le danno un non so che di fiabesco. Dall’atmosfera da fiaba si è però riportati alla realtà dalle “Rose di Sarajevo”, nome poetico dato ad alcuni segni della tragedia forse per poterli ricordare ma da essi comunque risorgere… queste particolari “Rose” infatti, non sono nient’altro che schizzi di pittura rossa distribuiti sulla superficie di impatto delle bombe dei mortai; tra il dimenticare e il ricordare Sarajevo ha scelto di ricordare, ma di farlo in un modo artistico che infonda non solo angoscia ma anche in qualche modo un sentimento di rinascita.

Rose di Sarajevo
Le “Rose” di Sarajevo

Il centro è disseminato di belle moschee, risalenti alla fondazione della città avvenuta durante l’avanzata nei Balcani dell’Impero Ottomano, di negozi di artigianato, di bar e sale da té che rendono divertente il passeggiare su e giù per la via principale o i vicoletti laterali, da cui i colori, i suoni e i profumi catturano costantemente l’attenzione. Occhio ai Cevapi… il contorno di cipolla cruda è quantomeno persistente…ma delizioso!

Antiche mura con chiese e moschee che convivono (sullo sfondo)
Antiche mura con chiese e moschee che convivono (sullo sfondo)

Il lungo fiume offre la possibilità di fare una bella passeggiata dove la targa che ricorda l’omicidio di Francesco Ferdinando ci ispira la riflessione che il ‘900 è iniziato e si è concluso con Sarajevo protagonista. Questa città ha, infatti, incarnato e riassunto emblematicamente la difficoltà della convivenza, dapprima in un impero e poi fra religioni.

Speranze per il futuro

Dall’ultima guerra si è però forse imparato a convivere, o almeno lo si è imparato qui; mai come in questa città infatti, ci è capitato di vedere una tale commistione di abbigliamento, usi e costumi.

Ovunque si vedono ragazze con il velo al tavolino con altre in minigonna, cocktail bar che vendono qualsiasi tipo di alcolico a fianco di sale da té dove fumare narghilé accompagnandosi con bevande completamente alcool-free, chiese cristiane e moschee ugualmente frequentate, donne in burqa e altre in tacchi e jeans.

Il vivissimo centro della città

La sera, ovunque c’è musica e sembra esserci sempre voglia di far festa, forse la voglia di riprendersi dal periodo buio non si è ancora spenta o forse non si spegnerà mai, nel dubbio visitatela al più presto!

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