Dreamin’ Naxos
Un sogno chiamato Naxos: sole, mare, templi, ottimo cibo e porzioni gargantuesche.
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Per la prima volta da quando abbiamo cominciato a viaggiare, siamo tornati in una destinazione già visitata, solo questo la dice lunga su quanto quest’isola delle Cicladi che abbiamo scoperto quasi per caso ci abbia conquistati.
Nonostante non sia una destinazione particolarmente esotica, la difficoltà che si ha nel raggiungerla (non ci sono voli diretti dall’Europa, neppure i charter, e i traghetti sono perennemente in ritardo), la topografia montagnosa che la caratterizza e il bellissimo ma fortissimo Meltemi che durante l’estate spira quasi ogni giorno, hanno fatto si che sia rimasta fuori dal circuito del turismo di massa e che si respiri quindi un’aria d’altri tempi, genuina, accogliente e in qualche modo magica.
Noi ci siamo arrivati grazie alla passione per il kitesurf e all’impossibilità dettata dal covid di lasciare l’Europa durante l’estate del 2021.

Abbiamo scelto come base la baia della spiaggia di Mikri Vigla, con i suoi meravigliosi colori che si rivelano al loro meglio quando il vento cede il posto a qualche ora di bonaccia.

Da qui, con l’affitto di un motorino, di un quad o anche di una utilitaria ci si può dedicare all’esplorazione di spiagge più riparate dal vento, ristorantini sul mare, affascinanti rovine greche e di epoca pre-ellenica e deliziosi paesini dell’interno dove si può fare un tuffo nel tempo, avvolti da un’atmosfera di autenticità.
Come arrivare a Naxos
Dall’italia si può scegliere fra due opzioni:
- volare ad Atene, e probabilmente a seconda degli orari passarci una notte, raggiungere il mitico porto del Pireo e da li imbarcarsi su di un traghetto che in qualche ora e solo qualche stop in altre isole approda a Naxos – vi sono un’infinità di compagnie più o meno veloci: SeaJets, Minoan Lines, Blue Star Ferries… noi ci siamo affidati a DirectFerries.com che le raccoglie quasi tutte, rendendo più semplice il confronto dei prezzi e degli orari;
- volare a Mykonos, prendere l’autobus che con 2.5 euro a testa conduce al porto e da li prendere un traghetto che in 40 minuti raggiunge Naxos.
Cosa vedere a Naxos
Spiagge di Naxos
Non è facile stilare una classifica de le più belle spiagge di Naxos, per questo ci limitiamo ad elencare e descrivere quelle che abbiamo visto
Lungo la costa sud occidentale si trovano la maggior parte di spiagge “famose” come Plaka, Agia Anna, Glyfada, Mikri Vigla – sono tutte più o meno attrezzate, ovvero vi si alternano lunghi tratti di spiaggia completamente libera ad altri con stabilimenti dotati di tutti i comfort.
Plaka: un lunghissimo spiaggione di sabbia dorata per la maggior parte selvaggio, perfetto per godersi un tramonto, fare lunghe passeggiate e bagni di sole.
Agia Anna: forse la più attrezzata di quelle che abbiamo visto, colori bellissimi ma un po’ meno selvaggia.
Mikri Vigla: la spiaggia dedicata agli sport acquatici come wind surf e kitesurf, è davvero bellissima ma nei giorni in cui tira vento praticamente impraticabile per i bagnanti: il vento non permette di piantare un ombrellone e la spiaggia è invasa dai rider. Questa cosa la rende però anche molto affascinante. Nei giorni di calma invece si trasforma completamente con colori meravigliosi, ed affittando un SUP si può raggiungere rapidamente l’isoletta antistante la spiaggia sulla quale sorge una deliziosa chiesettina ortodossa rigorosamente bianca e blu.

Glyfada: molto più lunga di Mikri Vigla, ha anch’essa una qualche vocazione per gli sport acquatici ma qui il vento “entra” molto meno bene, quindi gli sportivi sono ridotti e le zone riparate di più.. a noi ha regalato il totalmente inaspettato avvistamento di una decina di tartarughe carretta carretta di notevoli dimensioni.. una sorpresa davvero impagabile.
Pirgaki: la si trova proseguendo da Glyfada verso sud.. è il rifugio per chi detesta il vento, ma a parte questo a noi non ha suscitato nessun interesse.. i colori di sabbia e mare non sono bellissimi, alle spalle della spiaggia non c’è vegetazione ma una strada.. insomma forse è molto comoda per le famiglie con bambini piccoli ma non regala grandi emozioni.
Sulla via per arrivare a Pirgaki ci sono però varie calette alle quali è possibile accedere avventurandosi con il motorino per le strada in terra battuta e percorrendo gli ultimi metri a piedi, queste sono decisamente meglio.
Lungo la costa orientale da Moutsouna a Panormos è un continuo susseguirsi di calette e calettine, in alcune la sabbia cede il posto a piccolissimi ciotoli bianchi o addirittura ad affascinanti bassi scogli da cui è facile tuffarsi in mare; i colori sono mozzafiato e la presenza dell’uomo a mala pena percettibile.
A sud si trova Kalados, la spiaggia di per sé, se confrontata con le punte di diamante dell’isola, non è meravigliosa ma è riparatissima dal vento, e ospita un ristorantino gestito da una famiglia di pastori che in estate arrotondano servendo ai turisti i prodotti della loro fattoria (dai pomodori, al formaggio, al capretto grigliato); solo questa esperienza, insieme alla passeggiata intorno alla chiesetta, circondata dai campi, che si affaccia sul mare, vale la visita. Inoltre sulla strada per questaspiaggia si può fare una sosta alla Torre Chimarros, un sito che risale al 440 a.C.
A nord est, se siete in vena di avventure, potete spingervi fino ad Apollonas, anche qui il punto di forza è l’essere riparata dal vento e il ristorantino di pesce affacciato sul mare; la spiaggia non è granché ma a pochi passi si trova la statua del kouros che, se siete appassionati di arte e storia antiche, merita una visita.
Siti archeologici di Naxos
Per essere un’isola non troppo conosciuta Naxos nasconde moltissimi tesori, la cui visita, oltre che essere per la stragrande maggioranza delle volte completamente gratuita, è anche assolutamente in solitaria.. la magia di trovarsi da soli, con il solo canto delle cicale come compagnia a passeggiare tra le rovine vecchie di tre o anche quattro mila anni (come nel caso di Panormos) è un’esperienza davvero indimenticabile.
Portara o Porta di Apollo
Il più gettonato ed affollato monumento di Naxos nonostante dell’antico tempio sia rimasta appunto solo l’enorme porta in marmo bianco. L’ingresso è gratuito e privo di qualsivoglia pannello esplicativo e nonostante al tramonto sia letteralmente preso d’assalto è proprio a quest’ora che si respira un’atmosfera magica.

Tempio di Demetra
Il più famoso e sponsorizzato sito archeologico di Naxos dopo la porta di Apollo, è uno dei pochi cui si accede a pagamento (ma ne vale assolutamente la pena), gli fanno da cornice dolci colline dorate costellate da ulivi secolari, in un museo sono raccolti alcuni ritrovamenti, e dei pannelli esplicativi aiutano a calarsi nel tempo in cui questo tempio era in uso.. si visita in un’oretta e vista la posizione in pieno sole il vento è un toccasana!

Tempio di Dioniso
Essendo conosciuta come l’isola dove Dioniso raccolse Arianna, piantata in Nasso (per l’appunto) da Teseo dopo averlo aiutato a sconfiggere il Minotauro, non poteva mancare un tempio dedicato al dio. Infatti, vicino al centro storico di Naxos, chiamato Chora, è quello più facilmente accessibile ma anche il più deludente.. del tempio sono rimaste solo le basi delle colonne ma il museo è ben gestito e qualche pezzo ivi alloggiato è di notevole interesse.
Acropoli di Panormos
Decisamente un sorpresa, proprio al termine della strada costiera sorge questa antichissima acropoli (datata tra i 2500 e i 3000 anni a.C.), non c’è molto, ma l’impianto strutturale dell’acropoli, delimitato da 5 strutture a forma di ferri di cavallo, è perfettamente riconoscibile, la vista sul mare bellissima e l’atmosfera decisamente suggestiva.
Torre Chimarros
Datata circa al 400 A.C. questa antica torre di avvistamento è appena stata oggetto di ristrutturazione, ma non sono ancora comparsi pannelli informativi né tanto meno una biglietteria o un bar… però merita davvero una sosta di una mezz’oretta sulla via di Kalados.
Torre Bazeos
Questo antico monastero ortodosso risalente al 1600 d.C. è dal diciannovesimo secolo di proprietà di una famiglia che l’ha destinato a museo, galleria d’arte e sala da concerti all’aperto; l’ingresso costa 5 euro, la mostra dell’anno può essere più o meno meritevole ma la visita dell’edificio e soprattutto la vista che si può godere dalla terrazza dell’ultimo piano giustificano la spesa.

Kouros di Apollonas
Anticamente Naxos era destinata all’esportazione della bella pietra chiara che la caratterizza, in alcuni casi la pietra, anziché essere esportata in blocchi grezzi, veniva scolpita in sede di prelievo e solo una volta pronta caricata sulle navi per raggiungere la sua destinazione. Una di queste enormi statue non è però mai partita ed è rimasta a testimonianza di questo antico commercio. La si raggiunge dopo vari chilometri di strada tortuosa, ma se associata ad un bagno rinfrescante e ad un bel pranzo di pesce vale la visita.

Paesini di Naxos
Chora
Sarebbe il centro storico del villaggio di nome Naxos, ovvero il paese cui si approda quando si raggiunge in traghetto l’omonima isola. E’ il più turistico in assoluto, le tortuose vie interne, nonostante siano affollate di gente e di negozi di souvenir, sono riuscite a mantenere un fascino antico; non è raro imbattersi in negozi di alto artigianato, capitelli ed incisioni antichissimi, presi probabilmente dai siti archeologici e ”riciclati” per le costruzioni medievali. Sicuramente non è raccomandabile fermarvisi a cena a meno che non si sia in cerca di un po’ di movida.

Filoti
Il passaggio attraverso questo paesino è obbligato quando ci si sposta da un lato all’altro dell’isola come obbligatoria è la pausa caffè sotto l’enorme platano al centro del paese! E’ un piccolo centro abitato molto vissuto dagli autoctoni, non è raro avvistare le signore tirate a lucido per la messa della domenica e trovare il pope seduto al bar a conversare con gli anziani.

Chalki
Si tratta dell’antica capitale di Naxos, prima che la vocazione marittima prendesse il sopravvento e Chora la sostituisse come importanza. E’ un paesino delizioso, che ospita palazzi in stile veneziano, vestigia di quando la serenissima dominava questi mari, una antica chiesa bizantina ed offre varie possibilità per cenare tra gli autoctoni.
Moutsouna
Microscopico paesino di pescatori, utimo baluardo di ristorazione prima della bellissima costa semi disabitata… pranzare con un polpo alla griglia seduti ad un tavolo che smebra essere sospeso sul mare è un’esperienza indimenticabile

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